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L’Emilia sostiene l’Umbria con il crowdfunding

Un’associazione di volontari di Guastalla, comune in provincia di Reggio Emilia, ha deciso di aiutare in modo concreto alcune piccole aziende umbre colpite dal terremoto che da mesi sta flagellando il Centro Italia. È nata così la campagna Emilia per l’Umbria, che si è posta l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno di alcune imprese danneggiate dal sisma, offrendone i prodotti come ricompense ai sostenitori. Tra dicembre e gennaio, miele, confetture, legumi e prosciutto di Norcia sono così “sbarcati” su Ideaginger.it, permettendo a Emilia per l’Umbria di raccogliere quasi 8.000 euro. Matteo Artoni e Donata Farri, progettisti dell’iniziativa, ci hanno raccontato la loro esperienza.

Come è nato il progetto Emilia per l’Umbria e perché avete scelto il crowdfunding?

L’idea di aiutare le aziende terremotate dell’Umbria è venuta ai volontari dell’Associazione Gemellaggi ed Eventi di Guastalla: anche noi nel 2012 abbiamo vissuto il dramma del terremoto, dopo la paura, l’incertezza e notevoli danni ad aziende ed abitazioni siamo ripartiti con umiltà, uniti e pieni di volontà. Il desiderio di dare un supporto concreto ai piccoli produttori umbri è sorto in modo molto naturale: davanti alle difficoltà e ai momenti di dura prova ci si deve attivare, secondo le proprie possibilità e le proprie risorse, questo è un po’ lo spirito che guida noi emiliani e le tante associazioni presenti sul nostro territorio.

Dato che la rete degli aiuti di primo soccorso e di prima necessità alle popolazioni colpite dal sisma è iniziata subito, abbiamo pensato che potesse essere utile aiutare alcuni piccoli imprenditori che si trovavano tra le macerie, per sostenerli a pensare al loro futuro. Per cui abbiamo ideato e progettato una campagna di crowdfunding che, come ricompense, offrisse proprio i prodotti gastronomici umbri, condividendo l’idea con altre realtà attive sul nostro territorio: Croce Rossa Guastallese, Emporio  Solidale, Protezione Civile, il Comune di Guastalla che ci ha patrocinato e alcune aziende del territorio che ci hanno dato una sponsorizzazione. Prosciutti, cioccolata, marmellata, miele, legumi, tutto andato a ruba nel giro di un mese!

La vostra squadra di lavoro poteva contare su differenti professionalità. Come vi siete organizzati?

Innanzitutto il lavoro più importante lo hanno fatto i volontari delle varie associazioni che hanno diffuso la notizia e hanno portato tante persone a donare, attraverso un impegno costante di sensibilizzazione sul territorio.

Abbiamo coinvolto alcuni volontari che nella vita lavorativa si occupano di comunicazione online e video making  per un supporto operativo nella gestione della campagna, ma in realtà sono tante le persone hanno dato il loro piccolo contributo per arrivare all’obiettivo e a ciascuna di loro va detto un grazie di cuore per il tempo che ha dedicato al progetto.

Quale è stata la soddisfazione più importante che vi ha lasciato questa esperienza?

Il contatore della campagna di crowdfunding

In primis la sensibilità delle persone che, in un momento economico non facile, ha portato tanta, tanta solidarietà in un progetto che esce dai confini territoriali  per aiutare chi è davvero in difficoltà e ha bisogno di ricostruirsi una nuova vita, partendo anche dal lavoro.

Una sensibilità che è stata davvero grande, infatti in pochi giorni abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati per il mese di campagna! A fine campagna abbiamo superato i 6.500 euro (il nostro obiettivo), arrivando quasi a raggiungere 8.000 euro.

Vi siete imbattuti in qualche difficoltà imprevista? E in qualche piacevole sorpresa?

La difficoltà iniziale è stata forse quella di far capire a tutti lo strumento del crowdfunding, ancora poco conosciuto nel nostro territorio. Ma con una buona dose di public relation siamo riusciti ad informare, promuovere e sensibilizzare tante persone, dallo studente, alla casalinga, al pensionato! È stata sicuramente un’occasione per provare questa possibilità, che già immaginiamo di utilizzare nuovamente in futuro per altre cause di carattere locale.

Una bella sorpresa? Beppe Carletti, tastierista storico dei Nomadi, che ci ha fatto da testimonial: appena l’abbiamo contattato non ha esitato un minuto nel dare la sua disponibilità!

Una campagna di crowdfunding è una raccolta fondi ma non solo. Cosa è stata per voi?

Come già detto, un test per il nostro territorio. Ma anche la possibilità di creare una rete di persone che lavora insieme per lo stesso obiettivo. Possiamo dire che la campagna è stata percepita come una versione tecnologicamente avanzata delle azioni solidali a cui il nostro territorio è storicamente abituato.

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