generale/Quattro chiacchiere con ...

Una biblioteca itinerante che si muove con il crowdfunding

Durante l’estate appena trascorsa, a Ferrara si è pedalato, letto e donato tanto. Tutto per merito dell’Associazione Culturale Ferrara Off e della sua campagna di crowdfunding Biblioteca itinerante di letteratura. Omaggio a Giorgio Bassani. Ferrara Off ha infatti deciso di ricordare Giorgio Bassani, in occasione del centenario della sua nascita, organizzando delle letture in pubblico delle opere che componevano la collana che Bassani stesso curò per Feltrinelli. I libri hanno attraversato la città a bordo di una cargo bike, che ha diffuso parole e cultura in numerosi luoghi di Ferrara.

Più di cento i sostenitori della campagna di crowdfunding a supporto dell’iniziativa, che ha raccolto oltre 2.600 euro, superando così il budget inizialmente richiesto. Martina Bonora, che ha curato la raccolta fondi, ci ha raccontato come è andata questa “pedalata”.

Anzitutto, come è maturata la decisione di fare crowdfunding?

La decisione è maturata grazie alle esperienze di alcuni colleghi che hanno concluso positivamente una campagna di crowdfunding culturale. E nonostante siamo arrivati ad aprire la raccolta quando la rassegna era già iniziata da qualche giorno, grazie a Idea Ginger abbiamo intrapreso comunque il crowdfunding con la formula del Prende ciò che raccoglie. In pratica, più che un sostegno al lancio di qualcosa che doveva ancora accadere, è stato un modo per i nostri donatori di accompagnarci al traguardo.

Cosa pensi che vi abbia lasciato questa esperienza, oltre i fondi raccolti?

Alcune donazioni inaspettate e la consapevolezza che, per fare un’efficace campagna di crowdfunding occorre avere una rete solida e motivata di persone e molta volontà: l’impegno per la promozione è costante e intenso, la nostra è stata una raccolta molto lunga e non nascondo che abbiamo avuto dei momenti di scoraggiamento.

Però, se sussistono certe condizioni (quindi un gran numero di conoscenze, la forza di un progetto, la motivazione personale e qualcuno che curi molto le pubbliche relazioni anche e soprattutto offline) è uno strumento molto interessante.

È stato più complicato pedalare sotto il sole estivo di Ferrara o raccogliere fondi? Scherzi a parte, vi siete imbattuti in qualche difficoltà imprevista?

Entrambe le cose sono state fatiche non da poco: parte della campagna si è svolta in piena estate e, nonostante le presenze alle serate di performance fossero sempre numerose, i donatori si sono messi un po’ in ferie in agosto.

Durante la campagna di raccolta fondi vi sono capitate anche delle piacevoli sorprese inaspettate?

La nostra unica bassaniana eroica ha donato direttamente dagli Stati Uniti.

La vostra associazione si occupa di teatro: quali pensi possano essere le potenzialità del crowdfunding in questo settore?

Credo che nel teatro, in particolare nei teatri indipendenti e quindi di piccole dimensioni, le campagne di crowdfunding abbiano senso come operazione una tantum, per eventi o progetti originali. Ma lo strumento più efficace è la membership, ossia fornire al pubblico la possibilità di un sostegno differenziato al momento della sottoscrizione annuale. Però, per la riapertura di un teatro, per la creazione di spettacoli di particolare rilevanza, o per i progetti collaterali che richiedono anche l’appoggio del pubblico, penso che il crowdfunding possa avere un ruolo importante.

In una manciata di parole, cos’è secondo te il crowdfunding?

Nel caso di Ferrara Off, il crowdfunding è stato uno dei modi in cui il pubblico ha dimostrato di voler vedere realizzato quello che è stato il primo momento in cui il teatro è uscito dalle sue mura ed è diventato virale in città. Alcuni dei sostenitori ci hanno lasciato anche dei messaggi affettuosi, nei commenti alla donazione, e questo fa sentire la vicinanza.

Il crowdfunding è un incoraggiamento, è far parte di qualcosa, in ambito culturale e creativo è finalmente dare il segnale che le persone hanno voglia di partecipare a qualcosa che li arricchisca emotivamente.

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