generale/News/Quattro chiacchiere con ...

City Rulez – Streets of Bolo : origine e futuro del primo gioco da tavolo dedicato a Bologna

C’è un gioco da tavolo che in pochi mesi ha conquistato centinaia di bolognesi, diventando protagonista indiscusso delle loro festività natalizie prima, e di un’infinità di pomeriggi e serate in compagnia di amici e parenti poi. Stiamo parlando, ovviamente, di City Rulez – Streets of Bolo, il gioco di conquista ambientato a Bologna, genialmente creato dall’Associazione Ragoo.

City Rulez è stato lanciato con una scoppiettante campagna di crowdfunding, entrata rapidamente nell’olimpo dei progetti di maggior successo mai ospitati su ideaginger.it, raccogliendo quasi 10.000 euro, ovvero il 282% del budget iniziale, grazie al supporto di 270 sostenitori. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Enzo Bevar e Lorenzo Castagnetti, gli artefici del successo di City Rulez, per scoprire i segreti di un progetto di cui sentiremo ancora molto parlare.

Un gioco di società dedicato a Bologna. Come è nata la vostra idea?

Ragoo è un’associazione nata con lo scopo di promuovere la cultura locale, in particolare quella bolognese. Siamo grandi appassionati di giochi in generale, da tempo pensavamo che sarebbe stato molto interessante provare a sviluppare un gioco a scala locale e provare a sfruttarne gli aspetti ludici, per impostare un progetto di condivisione e partecipazione.

Per realizzare City Rulez avete collaborato con tipografie, illustratori e fablab del territorio. Quali sono stati i vantaggi di disporre di partner così radicati a Bologna?

La scelta di collaborare con realtà consolidate del territorio è stata dettata dalla filosofia di base di mantenere la filiera produttiva la più corta possibile, anche per questioni di sostenibilità, ma non solo: cercavamo partners che fossero disposti a collaborare attivamente al progetto e che avessero quindi un particolare interesse verso questo tipo di progetto. Abbiamo scelto la Tipo-litografia Musiani per tutti i materiali cartacei, MakeInBo per le pedine, Ivano Gasparini per le illustrazioni delle carte e l’amico Lorenzo Massa per i video.

Una volti pronti con il gioco, la decisione di lanciarlo con una campagna di crowdfunding. Perché?

Come detto, City Rulez nasce come progetto di promozione e condivisione della cultura locale, che vede nel gioco lo strumento ideale per stimolare la partecipazione attiva del pubblico. Il crowdfunding è stato subito individuato come un ulteriore fattore di coinvolgimento, in quanto rende partecipi le persone di un processo creativo in via di sviluppo, a differenza di altre forme di autofinanziamento che interpellano il pubblico solo nella fase finale, ovvero quella della vendita di un prodotto finito.

Il crowdfunding non è solo uno strumento di raccolta fondi. Cosa vi ha lasciato in eredità, oltre il denaro, la campagna di crowdfunding?

L’aspetto economico è sicuramente fondamentale, perché è ciò che ci ha concretamente permesso di realizzare fisicamente il gioco, ma l’aspetto chiave del crowdfunding è sicuramente legato ai suoi risvolti comunicativi: una campagna di crowdfunding, se preparata bene e con un’idea efficace alla base, rappresenta uno strumento molto efficace per la diffusione della tua idea. Il pubblico è decisamente più stimolato a contribuire attivamente alla sua diffusione, dal momento in cui si rende conto di essere effettivamente partecipe del processo di realizzazione del progetto.

La possibilità di ricevere come ricompensa una copia del gioco è stata sicuramente una delle chiavi del successo della campagna. C’è qualche altro suggerimento che dareste a chi si appresta a lanciare un progetto di crowdfunding?

Le ricompense per i donatori sono certamente un elemento determinante per il successo di una campagna, ma per convincere le persone a partecipare crediamo che, più in generale, sia altrettanto importante impostare una comunicazione efficace, chiara e trasparente: deve risultare evidente chi siano i soggetti coinvolti e quali siano le finalità ultime del progetto. Il resto lo fa sicuramente la validità dell’idea che si vuole realizzare.

City Rulez – Street of Bolo è stato solo il primo passo. Quali sono le prossime mosse in arrivo?

I possibili risvolti sono innumerevoli e a tratti imprevedibili: dopo il successo della campagna stanno nascendo tante interessanti possibilità di collaborazione con altre realtà, per lo più legate al mondo dell’arte e della cultura. L’idea di sfruttare la diffusione del gioco per organizzare nuove iniziative a carattere interdisciplinare è molto interessante: stiamo valutando la possibilità di organizzare tornei, sessioni di live gaming e di game design condiviso, sfruttare alcuni aspetti del gioco per stimolare l’interazione tra i cittadini e le istituzioni.

Infine, siamo stati contattati da altre città, non solo italiane, per valutare la possibilità di replicare l’idea anche in altre realtà. Il nome stesso del gioco, derivato dallo slang americano, è stato scelto proprio in funzione a questa prospettiva, ovvero per non vincolarlo ad una terminologia tipica o dialettale di una zona circoscritta del nostro territorio: City Rulez – Streets of Bolo potrebbe diventare una sorta di prototipo di strumento di promozione culturale, applicabile a qualsiasi realtà locale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...