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Raccontare la vita di un’associazione con il crowdfunding: il microfono a ELSA Bologna

Quando termina una campagna di crowdfunding è sempre interessante confrontarsi con chi l’ha ideata, gestita e vissuta. L’esperienza maturata da un progettista nel corso di mesi di raccolta fondi è infatti la fonte migliore da cui apprendere il significato del crowdfunding.

I ragazzi di ELSA Bologna, associazione che unisce giovani laureati e studenti di materie giuridiche, ha da poco portato a termine con successo NNC2015: un passo verso il futuro del diritto!, la campagna di crowdfunding per realizzare la National Negotiation Competition, la prima sfida a squadre di negoziazione simulata. Ecco come Maria Anna Cappellieri e Francesco Armaroli, rispettivamente Vice Presidente Marketing e Presidente di ELSA Bologna, ci hanno descritto la loro avventura.

Cominciamo dalla fine. Che bilancio fareste della vostra esperienza?

In poche parole? Formativo, illuminante, divertente. Il bilancio non può che essere positivo! È solo la punta dell’iceberg il fatto che il crowdfunding ci abbia

Il logo della National Negotiation 2015

Il logo della NNC 2015

permesso di incrementare le risorse finanziare da devolvere all’evento nazionale che abbiamo organizzato (e che è stato un successo, anche grazie alla GINGER Community): questa esperienza, in realtà, ci ha dato la possibilità di raccontare una storia, di raccontare la nostra associazione e quello che  facciamo ogni giorno. Abbiamo imparato un modo nuovo e bello di fare fundraising, ma non solo: strategie di comunicazione, networking. Abbiamo acquisito tante nuove consapevolezze e ricevuto delle lezioni che ci porteremo dietro per tutta la nostra vita: associativa, professionale e personale.

Ora facciamo un passo indietro. Come avete scoperto il crowdfunding e come è nata la decisione di lanciare una campagna di raccolta fondi?

Francesco – Ho scoperto il crowdfunding per puro caso: salendo a San Luca ho visto un cartello pubblicitario della campagna Un passo per San Luca per la ricostruzione del portico, di cui avevo anche letto sui giornali locali. Mi sono incuriosito e ho voluto indagare per saperne di più. E così, girando sul vostro sito, visualizzando i vari progetti, è arrivata l’epifania: perché non provarci per la nostra NNC? Ma non sapevo neanche da dove cominciare. Mi sono confrontato con gli altri del gruppo. Cercando di convincerli in realtà mi sono reso conto che ero io il più scettico. Ma, alla fine, abbiamo deciso di intraprendere questa sfida, e ora non potrei essere più che felice di aver fatto quella passeggiata su per il Meloncello.

Una campagna di crowdfunding deve essere preparata prima che il progetto vada online. Voi cosa avete fatto?

Abbiamo innanzitutto analizzato approfonditamente se davvero ne valesse la pena. Ne siamo davvero in grado? Ne abbiamo le capacità, le energie, le competenze?

In realtà la risposta a tutte queste domande era tutt’altro che positiva. Ma sapevamo su cosa poter fare affidamento: il coraggio, l’intraprendenza, la tenacia, e la fiducia in noi stessi. “Believe you can and you’re halfway there”, diceva Roosvelt. Ci siamo detti che dove mancassero le capacità, avremmo usato la creatività e l’inventiva; le energie le avremmo trovate nel brivido che dà buttarsi a capofitto in un progetto nuovo e ambizioso; infine le competenze, che si acquisiscono con l’esperienza e soprattutto con l’umiltà di riconoscere i propri limiti e quindi di chiedere aiuto e supporto.

Così, armati di coraggio, creatività e ambizione, dopo aver seguito il vostro workshop, e dopo aver ascoltato i consigli e i suggerimenti di amici e parenti, abbiamo iniziato dal primo step: determinare la cifra. A quel punto, dovevamo pensare alle ricompense che potevamo offrire, individuando quindi i diversi target a cui rivolgere la nostra campagna.

Il team di Elsa Bologna

Il team di Elsa Bologna

Poi abbiamo approntato il business plan e la strategia di comunicazione. Infine abbiamo avvertito amici, parenti, tutto il network di ELSA Italia di cui la nostra associazione è parte, e tutte le altre associazioni con cui di solito collaboriamo: abbiamo chiesto a tutti il loro sostegno, spiegando cosa fosse il crowdfunding e perché l’avevamo scelto e soprattutto, spiegando che non fosse strettamente necessaria una donazione per supportarci: il semplice passaparola, qualcosa che non costa nulla e necessita di qualche secondo soltanto, poteva significare tantissimo.

ELSA Bologna è una realtà attiva in ambito universitario. In base alla vostra esperienza, per quali progetti si potrebbe utilizzare il crowdfunding all’interno degli atenei?

Bellissima domanda, che ci siamo posti spesso in questi mesi. Indubbiamente pensiamo che sarebbe lo strumento ideale per finanziare progetti di ricerca, o la pubblicazione di volumi; ma anche progetti di volontariato, restauri e progetti di riqualificazione degli spazi; oppure lo  sviluppo di piattaforme online. E perché non pensare all’acquisto di volumi, di materiale didattico o di dispositivi tecnologici? Inoltre il crowdfunding potrebbe contribuire all’istituzione di borse di studio o di premi di laurea, magari destinati ad elaborati a sfondo sociale, o perfino legati proprio alla materia oscura del crowdfunding stesso!

Spesso le campagne di crowdfunding alternano momenti di grande entusiasmo con altri di maggiore difficoltà. E’ stato così anche per voi? Se sì, quali sono stati?

Assolutamente sì. Un’altalena continua che alternava il dubbio all’esaltazione, la paura all’euforia.

Il primo giorno abbiamo sperimentato tutte queste emozioni allo stesso momento: non facevamo altro che aggiornare la pagina, continuamente, pazientemente, ossessivamente. Ma inutilmente. Non cambiava nulla: il contatore rimaneva sempre a quel maledetto 0 %. Era ormai sera, le 20 e 30 circa, avevamo ormai perso le speranze di poter partire col botto come sognavamo. Poi però….è arrivata la prima donazione! Eravamo sollevati e felici, e voci non confermate affermano che qualcuno di noi si sarebbe anche commosso.

Nei giorni a seguire ne sono arrivate tantissime altre, ed eravamo sempre più fiduciosi e carichi. Poi circa a metà della campagna abbiamo avuto uno stop: abbiamo iniziato a preoccuparci pensando di aver sottovalutato alcuni aspetti. Poi però piano piano ci siamo avvicinati alla meta, fino a superarla in volata! Vedere il contatore raggiungere il 180% è stato sicuramente uno dei momenti più esaltanti.

Ci ha fatto davvero molto piacere il successo della ricompensa “tesseramento 2×1”, andata per la maggiore con ben 25 sostenitori: è stato il segno che i nostri soci, persone che ci seguono da tempo nelle nostre attività, ma anche nuovi interessati, siano stati molto recettivi all’iniziativa, e hanno voluto supportarci, concedendoci una fiducia doppia!

Chiudiamo l’intervista con la domanda che ci piace fare a ogni progettista. Cos’è per voi il crowdfunding?

Il crowdfunding è una modalità di finanziamento che parte dal basso e permette di sostenere….ah no, questo è quello che raccontate voi!

Il crowdfunding è visione. Abbiamo maturato questa consapevolezza con il tempo, ma possiamo ormai affermare senza alcuna esitazione che il crowdfunding sia il futuro del volontariato.

Il crowdfunding è realtà. Pensiamo che il crowdfunding e in particolare il crowdfunding territoriale sia il modo ideale per finanziare idee, iniziative, progetti, e sogni che, altrimenti destinati a rimanere nei cassetti, hanno così una chance di diventare concreti e tangibili. Quel semplice click, quei pochi euro, contribuiscono a creare qualcosa di reale, che chiunque può toccare con mano, vedere con i propri occhi e dire: “è successo, esiste grazie a me”.

Il crowdfunding è ognuno di voi. I progetti finanziati dal crowdfunding sono come delle case, fatte di mattoncini con sopra scritti i nomi di tutti coloro che ci hanno creduto e hanno contribuito a costruirle. La nostra NNC porta il nome di Stefano, Giulia, Alessandro, Antonio, Maria Chiara, Luca, Irene, Giovanni, Martina, Francesco, Eleonora, Sara, Martina, Leonardo, Laura, Federica e tutti gli altri. E non sarebbe esistita senza di loro.

Ed è per questo che, insomma, il crowdfunding è gratitudine!

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