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Spazio ai progettisti: quattro chiacchiere con i Golfo Mistico

Ogni volta che scriviamo di crowdfunding sulle pagine del Gingerino cerchiamo di farlo da un punto di vista il più possibile pratico e concreto. Per fornirvi una panoramica ancora più completa sul crowdfunding, abbiamo quindi deciso di passare il microfono anche ai progettisti delle campagne ospitate su GINGER. Chi meglio di loro potrebbe infatti raccontare cosa significhi effettivamente fare crowdfunding?

Per cominciare abbiamo deciso di intervistare i Golfo Mistico, giovane band bolognese reduce da una scoppiettante campagna di crowdfunding per realizzare il suo primo album, conclusa a quota 149% del budget raccolto. Vi avevamo già parlato di questi cinque ragazzi quando avevano raggiunto il traguardo della loro raccolta fondi in meno di tre settimane di attività, dimostrandosi campioni di crowdfunding e di simpatia.

Pronti? Cominciamo l’intervista!

Anzitutto, perché avete deciso di fare una campagna di crowdfunding?

Cursore Golfo Mistico

Il cursore dei Golfo Mistico su GINGER

Era una notte buia e tempestosa, dal mare arrivava un’aria fredda che sembrava portare con sé un messaggio oscuro… Il nostro marinaio era seduto sul pontile e sorseggiava una ginger beer… GINGER! Era un segno!

Follie a parte, in un momento storico musicale come quello attuale secondo noi sono vincenti i progetti basati sulla condivisione e la partecipazione collettiva. Fare un disco per una band è un punto di partenza e per noi poterlo fare con il sostegno e l’aiuto di un gruppo esteso è stata da subito un’ottima idea. Quasi per caso siamo entrati in contatto con GINGER, tramite un amico e sostenitore, e dopo un’attenta riflessione siamo arrivati alla conclusione: “Se facciamo il disco così, viene una Bomba!

Quale è stata la parte più divertente della preparazione della campagna di crowdfunding? E quale è stato invece l’aspetto più complicato?

Tutta la campagna è stata estremamente divertente: studiare le ricompense, reinventarsi al di fuori del ruolo di musicisti, obbligare cinque scapestrati a fare dei piani di lavoro dettagliati e, incredibilmente, a rispettarli! Passare una serata a fare un video sbagliando sempre le stesse battute per poi buttarla su una buona boccia di vino, fare ipotesi assurde sui possibili donatori: “Mia nonna riuscirà a donare?”, “La regina Elisabetta ci darà un regale contributo?”. Anche adesso che la campagna è finita stiamo lavorando alla restituzione delle ricompense in un vortice di creatività e ironia che potrebbe non finire mai.

Le cose più complicate di tutta la questione sono esattamente tutte quelle più divertenti! Non è stato facile darsi dei ritmi di lavoro e non è facile mantenersi sul pezzo per tutta la fase di restituzione delle ricompense, ma la sfida è troppo divertente per cedere proprio ora.

Qui a GINGER ripetiamo spesso che il crowdfunding non è solo raccolta fondi. Cosa vi ha lasciato questa esperienza oltre ai contributi raccolti?

Esserci lanciati in questa avventura del crowdfunding ci ha regalato grandi soddisfazioni. Oltre al fattore prettamente monetario siamo rimasti sbalorditi dalla grande partecipazione e dai tempi di risposta dei nostri sostenitori rispetto alla messa online della campagna. Questo entusiasmo ci ha dato la spinta per fare un disco (del quale siamo molto contenti) e avviare un’onda di attività mistiche che non si sono fermate alla preparazione del progetto e non si fermeranno alla restituzione delle ricompense. Siamo abbastanza sicuri che questa maniera social di lavorare come gruppo ci rimarrà addosso per molto tempo e continueremo a gestire le nostre future mosse sull’onda di questa campagna e dell’entusiasmo raccolto dai nostri sostenitori.

Come è stato il rapporto con i vostri sostenitori durante la campagna?

Siamo abbastanza sicuri di dire che i nostri sostenitori sono stati DEI GRANDI! Fanno tutti parte di una cerchia di conoscenze già consolidate, ma che ci ha fatto molto piacere riallacciare, ritrovare o anche solo constatare. Siamo certi che ogni donazione sia stata il frutto di una sentita adesione alla nostra causa e quindi alla fine dei giochi abbiamo pensato di organizzare un “aperitivo mistico”, con il quale abbracciare personalmente tutti i nostri sostenitori in un brindisi collettivo.

Riuscire a comunicare efficacemente la propria campagna di crowdfunding è essenziale per raggiungere il traguardo finale. Voi su cosa avete puntato?

I Golfo Mistico

I Golfo Mistico

Su cosa abbiamo puntato… Forse non lo sappiamo nemmeno noi. Probabilmente una mossa vincente è stata cercare di essere sempre i Golfo Mistico per come siamo tra di noi, in sala prove, in studio o a bere una birra (naturalmente mantenendo la nostra immagine pubblica entro certi limiti di buon senso e buon costume che, in alcune rarissime occasioni, dimentichiamo un po’). Non ci siamo travestiti da qualcosa di diverso e non abbiamo mostrato nessuna faccia ad hoc per la campagna. Siamo stati i mistici personaggi delle nostre canzoni che, in definitiva, siamo noi.

Per concludere, come completereste la frase “Crowdfunding è…”?

Crowdfunding è la realizzazione di un progetto grazie al contributo di chi crede in te e nelle tue capacità, in un periodo in cui è sempre più difficile trovare finanziamenti per piccole, ma brillanti realtà.

Oppure anche… crowdfunding è: “Ragazzi ha donato anche Beppe! Grande Beppe! Ma chi è Beppe?

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