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Il potere della community: Rockin’1000, un successo per la musica e il crowdfunding

Tanto si è detto e tanto si è scritto su Rockin’1000, la campagna di crowdfunding di maggior successo mai ospitata su GINGER, nonché tra le più celebri in Italia. Ora che l’impresa dei mille musicisti è compiuta, ora che l’appello ai Foo Fighters è stato recapitato e ora che Dave Grohl ha detto “Cesena, stiamo arrivando!”, è il momento di fare qualche riflessione.

Cos’è stato Rockin’1000

Rockin’1000 è stato anzitutto un sogno trasformato in realtà. Non in modo casuale, ma grazie al lavoro, alla fatica, alla passione e alla follia di tantissime persone. Quando Fabio Zaffagnini, ideatore del progetto, ha proposto di realizzare un’esibizione tributo da record per convincere i Foo Fighters a suonare a Cesena, in tanti hanno probabilmente storto il naso. La missione era quanto mai difficile, richiedeva molte risorse e, soprattutto, non offriva alcuna garanzia di successo. Sarebbero mai riusciti a raccogliere i 40.000 euro necessari per realizzare l’evento? Avrebbero trovato tutti i musicisti necessari? Sarebbero riusciti a farli suonare all’unisono? Le risposte sono state sì, sì e ancora una volta sì. Il risultato finale? Da brividi…

La campagna di crowdfunding

Certo, Rockin’1000 non è stato solo una campagna di crowdfunding, ma la raccolta fondi su GINGER è stata uno dei tasselli del puzzle, uno dei “miracoli” di questa folle impresa, e offre diversi spunti di riflessione.

Anzitutto con Rockin’1000 è stato dimostrato ancora una volta quanto il crowdfunding sia uno strumento efficace per convogliare diversi contributi, provenienti da diverse direzioni, verso un obiettivo preciso, unico e condiviso. La campagna di raccolta fondi di Rockin’1000 non è stata spinta solamente dalle donazioni online, ma anche da eventi offline (come il Rockin’1000 Party dello scorso marzo) e sponsorizzazioni. Energie diverse, all’apparenza quasi incompatibili tra loro, hanno trovato nel crowdfunding un prezioso punto di incontro, capace addirittura di amplificarne gli effetti.

La campagna di crowdfunding di Rockin’1000 è rilevante anche perché dimostra quanto siano importanti serietà e impegno per raccogliere fondi online. Senza questi, infatti, l’esito straordinario dell’iniziativa, più di 40.000 euro raccolti grazie a quasi 1.000 sostenitori, non sarebbe stato possibile. Lo staff di Rockin’1000 ha infatti organizzato e gestito l’attività di crowdfunding allo stesso modo in cui si dovrebbe gestire un qualsiasi progetto imprenditoriale. Nulla è stato lasciato al caso e per mesi la campagna è stata pianificata in modo strategico e accurato, coinvolgendo tutti i professionisti necessari per la realizzazione di un progetto di qualità: project manager, video maker, copywriter, ufficio stampa, PR e, ovviamente, esperti di crowdfunding.

Come si può immaginare, o forse non tutti se lo immaginano, tutto questo ha richiesto un grande sforzo ai membri del team, sul fronte del tempo, della fatica e delle competenze personali e professionali da mettere in campo. In poche parole i ragazzi di Rockin’1000 hanno investito tanto nel loro stesso progetto, rafforzandone la credibilità e la riconoscibilità. Hanno dimostrato come, affinché una campagna di crowdfunding possa avere esito positivo, occorra rimboccarsi le maniche e gettarsi in prima linea, e Fabio, è proprio il caso di dirlo, è stato il vero e proprio “frontman”!

Quanto detto finora non deve però far pensare che portare al successo la campagna di crowdfunding sia stato semplice. Il team di Rockin’1000 ha dovuto infatti affrontare non poche difficoltà e imprevisti nel corso della raccolta fondi, ai quali ha però sempre saputo rispondere con fermezza: nella fase iniziale alcune critiche al progetto, poi le difficoltà nel raccogliere in tempo utile le risorse necessarie, fino alla notizia della decisione dei Foo Fighters di fissare una tappa del loro tour proprio a Bologna, poco distante da Cesena e dalla Romagna. Ma invece che affossare il progetto, i diversi imprevisti hanno dimostrato la pronta reazione dello staff di Rockin’1000, che non ha mai gettato la spugna, ma ha saputo fare pivoting e rilanciare il progetto facendo leva sulla community sempre crescente e coinvolgendo altri sponsor.

L’eredità di Rockin’1000

Ora che Rockin’1000 ha raggiunto il suo traguardo, restano ancora sensazioni ed emozioni diverse. Siamo convinti che Fabio Zaffagnini, il suo staff, i musicisti e i donatori abbiano scritto almeno un paio di righe nel libro della storia. Pensiamo che per il successo planetario del progetto, con una rassegna stampa che spazia per ogni latitudine e coinvolge pesi massimi dell’informazione quali la CNN, in diversi settori Rockin’1000 sarà lo spartiacque tra quello che era prima della performance di Cesena e quello che sarà dopo.

La percezione di alcune dinamiche sociali ed economiche non sarà più come prima. Rockin’1000 ha palesato anche al pubblico italiano la potenza degli strumenti di collaborazione e partecipazione messi a disposizione dal web. Rockin’1000 è un grandissimo esempio di cosa sia possibile realizzare con il crowdsourcing (mille musicisti), il crowdfunding (i fondi raccolti) e le dinamiche virali che possono innescarsi sul web (il video dell’esibizione ha già superato i 19 milioni di visualizzazioni).

Anche nel mondo della musica pensiamo si sentirà ancora a lungo l’eco dei mille interpreti che hanno suonato a Cesena. Un processo partito dal basso è riuscito a incidere sulle scelte di una band di fama mondiale e a ricevere i ringraziamenti anche da Sonymusic Italy, mica roba da poco. Sono state scardinate le regole dello show business e delle major della musica: un gruppo (folle) di fan ha convinto i suoi idoli del rock a venire a suonare a casa propria, senza passare dalle agenzie di booking.

Ovviamente pure la storia del crowdfunding in Italia è stata aggiornata, con la prima e tanto attesa campagna di raccolta fondi di fama internazionale e conosciuta anche da chi prima d’ora non aveva familiarità con il crowdfunding. Dopo Rockin’1000 il termine crowdfunding è entrato ancor più nel vocabolario di uso comune, mostrando cosa sia possibile fare con il coinvolgimento della folla.

Ora che l’elettricità scaricata nell’etere da Rockin’1000 si sta propagando in tutto il mondo, per riaccenderesi a Cesena quando arriveranno Dave e soci, siamo sicuri di aver assistito a qualcosa di veramente grande e unico. Qualcosa che nulla potrebbe spiegare meglio di questo video:

Chissà che cos’hanno ancora in mente i nostri mille. Staremo a vedere, secondo noi non è finita qui!

GINGER

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