News

Anatomia di un’insalata di patate, ovvero come sbancare la lotteria del crowdfunding

Negli ultimi giorni è rimbalzata su ogni angolo del web una notizia relativa a un progetto di crowdfunding talmente improbabile da non sembrare nemmeno vera. Di seguito, brevemente, i fatti.

Il carneade Zack (Danger) Brown, residente a Columbus, Ohio, ha pubblicato su Kickstarter un progetto di crowdfunding, nome in codice “Potato Salad”. Cosa si cela dietro a un nome così enigmatico? Un rivoluzionario utensile da cucina? Un innovativo sistema di propulsione alimentato con il più celebre dei tuberi? No, nulla di tutto questo. L’obiettivo della campagna di crowdfunding “Potato Salad” consiste infatti nella raccolta dei fondi necessari alla realizzazione di nient’altro che un’insalata di patate. No, non sto scherzando, se è questo che vi state chiedendo; se non vi fidate eccovi il link alla pagina Kickstarter del progetto.

La descrizione del progetto “Potato Salad” è di una semplicità disarmante, cito testualmente: “I’m making potato salad. Basically I’m just making potato salad. I haven’t decided what kind yet”. Obiettivo della campagna fissato a quota 10 $ (del resto quanto potranno mai costare gli ingredienti per fare un’insalata di patate?). Rischio insito nel progetto illustrato con grande trasparenza: l’insalata potrebbe non essere un granché, essendo la prima che Zack prova a cucinare.

Progetto burlesco destinato a sprofondare nei meandri di Kickstarter? Quasi… Nel giro di qualche giorno dalla pubblicazione “Potato Salad” ha infatti raccolto, nel momento in cui sto scrivendo, oltre 50.000 $, provenienti dalle tasche di più 6.100 sostenitori. L’epica avventura del novello cuoco Zack (Danger) Brown è narrata da diversi mezzi di informazione e anche giornali del calibro del New Yorker si interessano alla vicenda.

Ribadisco: no non sto scherzando, è tutto vero.

L'insalata di patate made in GINGER

L’insalata di patate made in GINGER

Dopo aver recuperato la nostra mandibola dal tavolo su cui si è fragorosamente schiantata, proviamo ora a spiegare il perché di un simile fenomeno, ammesso che un perché ci sia. Cominciamo dalle ricompense a disposizione dei donatori: il loro nome urlato mentre Zack preparerà l’insalata, una foto che ritrae Zack intento a cucinare l’insalata, oppure un assaggio della sua insalata e così via. Ok, sono ricompense divertenti, ma possono bastare a scatenare un simile tornado? No, decisamente no. Che sia allora merito del geniale video di presentazione del progetto? Impossibile, visto che Zack (Danger) Brown non ha pubblicato alcun video,  limitandosi a una fotografia di un’insalata di patate. Il mistero permane e non riguarda tanto il perché Zack abbia deciso di pubblicare un progetto all’apparenza privo di alcun senso, in fin dei conti chiunque è libero di esprimersi come meglio crede, quanto piuttosto il perché così tante persone abbiano deciso di supportare la sua idea, mettendo  persino mano ai propri portafogli.

La risposta più plausibile, visto che di certezze non ne vedo, è che quel fattore di imprevedibilità insito in tutto quanto l’uomo crea, nonché nelle esistenze di ciascuno di noi, abbia deciso di manifestarsi in modo fragoroso anche nel crowdfunding, che del resto altro non è che un’umana creazione. È dunque possibile che in un’anonima insalatiera dell’Ohio siano confluiti contemporaneamente tutti quei piccoli ingredienti (genialità, follia, tempismo, fortuna…) che mescolati assieme hanno generato una di quelle tempeste perfette che si verificano solamente una volta su un milione di tentativi. Così come la simultanea convergenza di una miriade di fattori casuali permette di trovare il biglietto vincente di una lotteria, allo stesso modo Zack (Danger) Brown ha sbancato la roulette del crowdfunding.

Con che occhio osservare quindi l’improbabile epopea di “Potato Salad”? Fare finta di nulla non è ovviamente possibile, ma penso che non sia corretto utilizzare tale progetto per dimostrare come i metodi che finora hanno guidato la preparazione di una buona campagna di crowdfunding siano improvvisamente esplosi in mille pezzettini. Provo a spiegarmi meglio. Il successo ottenuto da “Potato Salad” non ha decretato la morte della strategia applicata al crowdfunding; pubblicare progetti di crowdfunding in modo casuale continuerà a essere la strada più rapida verso il fallimento di una campagna. Quanto successo attorno a “Potato Salad” è piuttosto la manifestazione di una singolarità che, in quanto tale, non è destinata a ripetersi tanto facilmente.

In conclusione, che ruolo assegnare a “Potato Salad” nella storia del crowdfunding? Probabilmente quello dell’evento straordinario, capace di soverchiare solamente per un brevissimo istante tutte le regole e le consuetudini ormai assodate, ma destinato a restare relegato nell’alveo delle curiosità da raccontare agli amici. Forse, l’insegnamento più grande che possiamo trarre da questo tourbillon di tuberi e dollari è che, a volte, la vita non va presa troppo sul serio.

Luca Borneo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...