Hai il diritto di gingerizzarti

Creative Commons: what, when and why

È innegabile che l’avvento di internet abbia messo il turbo alla diffusione dei contenuti, sia in termini di facilità, che di velocità. Film, canzoni, libri, immagini e fotografie, possono ora viaggiare da una parte all’altra del globo in un battito di ciglia. Altrettanto innegabile è che tale rivoluzione nella fruizione dei contenuti abbia spesso fragorosamente impattato con il pianeta del diritto d’autoreCome coniugare la rigidità di certe norme ormai vetuste sul diritto d’autore (la disciplina italiana in materia è contenuta in una legge che, al netto dei vari aggiornamenti, è datata 1941) con strumenti di diffusione dei contenuti nemmeno immaginabili quando tali regole furono scritte? Come arginare il rischio, per l’autore di un’opera, di perdere ogni tipo di controllo sulla sua diffusione? Quali strumenti utilizzare, invece, per agevolare la diffusione di una creazione?

Una delle risposte più efficaci a tali quesiti, è arrivata da Creative Commons, l’organizzazione non-profit autrice delle omonime licenze Creative Commons. Tali licenze, attualmente le più importanti sono 6, sono infatti state predisposte al fine di rendere più agevole ed elastica, ma al contempo tutelata, la diffusione di molte tipologie di contenuti interessati dal diritto d’autore.
La prima versione delle licenze Creative Commons è stata presentata negli USA nel 2002, mentre nel 2004 si colloca la presentazione della prima versione italiana delle licenze Creative Commons.

Parlando di licenze Creative Commons è meglio sgombrare subito il tavolo da alcuni possibili equivoci. Anzitutto, Creative Commons non è sinonimo di negazione del diritto d’autore; si potrebbe anzi dire che le licenze Creative Commons in esso affondino le proprie radici, ponendosi però  l’obiettivo di renderlo più elastico con riguardo alle modalità di circolazione di un’opera. Secondo elemento da chiarire: le licenze Creative Commons non sono assimilabili a un vago e fumoso progetto realizzato da uno sparuto gruppo di rivoluzionari del web, destinato ad infrangersi in mille pezzi al primo contatto con la realtà quotidiana. Al contrario, sono il frutto del lavoro di fior fior di professionisti della materia, capaci di dare alla luce uno strumento efficace e realmente utilizzabile, integrato nel contesto normativo del singolo paese in cui le licenze siano applicate. Ecco perché, quando si fa riferimento alla versione italiana delle licenze Creative Commons, è sbagliato pensare ad una semplice traduzione di un testo dalla lingua inglese, essendo invece il prodotto di un attento lavoro di adattamento del loro contenuto al quadro normativo nostrano.

Vediamo ora quali sono i tratti salienti delle 6 principali licenze Creative Commons:

  • Attribuzione [CC BY] – Utilizzando tale licenza, il creatore di un’opera riconosce a chiunque la possibilità di distribuirla, modificarla e utilizzarla come punto di partenza per una nuova creazione, anche con finalità commerciali, a condizione che gli sia riconosciuta la paternità dell’opera originale.
  • Attribuzione – Condividi allo stesso modo [CC BY-SA] – Applicando tale licenza, il creatore di un’opera riconosce a chiunque la possibilità di distribuirla, modificarla e utilizzarla come punto di partenza per una nuova creazione, anche con finalità commerciali, a condizione che gli sia riconosciuta la paternità dell’opera originale e che le opere da essa derivanti siano a loro volta distribuite con le stesse condizioni di licenza.
  • Attribuzione – Non opere derivate [CC BY-ND] – Ricorrendo a tale licenza, il creatore di un’opera riconosce a chiunque la possibilità di distribuirla, senza apportarle alcuna modifica, anche con finalità commerciali, a condizione che gli sia riconosciuta la paternità della creazione.
  • Attribuzione – Non commerciale [CC BY-NC] – Utilizzando tale licenza, il creatore di un’opera riconosce a chiunque la possibilità di distribuirla, modificarla e utilizzarla come punto di partenza per una nuova creazione, senza però finalità commerciali, a condizione gli sia riconosciuta la paternità dell’opera originale.
  • Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo [CC BY-NC-SA] – Applicando tale, licenza il creatore di un’opera riconosce a chiunque la possibilità di distribuirla, modificarla e utilizzarla come punto di partenza per una  nuova creazione, senza però finalità commerciali, a condizione che gli sia riconosciuta la paternità dell’opera originale e che le opere da essa derivanti siano a loro volta distribuite con le stesse condizioni di licenza.
  • Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate [CC BY-NC-ND] – Ricorrendo a tale licenza, il creatore di un’opera riconosce a chiunque la possibilità di distribuirla, senza però finalità  commerciali, a condizione che gli sia riconosciuta la paternità della creazione.

Basta una rapida occhiata ai principali tratti salienti delle licenze Creative Commons, per rendersi conto di come forniscano un ampio ventaglio di possibilità, variabili da una posizione molto elastica ad altre progressivamente più rigide, per la gestione della distribuzione di un contenuto.

Appare dunque evidente come le licenze Creative Commons, anche alla luce del fatto di essere utilizzabili gratuitamente e senza il bisogno di alcuna autorizzazione preliminare, siano un potente strumento di divulgazione delle opere, che permette a chiunque di decidere quali diritti derivanti dalla propria qualità di autore riservarsi. Quando farvi ricorso? Penso sia impossibile trovare una regola aurea per l’utilizzo delle licenze Creative Commons, ogni situazione è diversa da un’altra, ogni autore può avere particolari esigenze e la scelta dei termini con cui distribuire un’opera richiede una riflessione oculata. Penso però che, qualora l’obiettivo di un’autore sia quello di rendere il più agevole possibile la distribuzione della propria opera, in modo tale che le proprie creazioni e il proprio nome siano sulla bocca di molte persone, la scelta delle licenze Creative Commons possa essere conveniente. Occorre considerare, infine, come la distribuzione di un’opera tramite licenze Creative Commons che ne escludano lo sfruttamento commerciale, non precluda comunque al suo autore di trarre un eventuale profitto dalla stessa. L’applicazione di una simile licenza Creative Commons non esclude infatti la possibilità per un autore di siglare singoli accordi di distribuzione con controparti interessate allo sfruttamento commerciale di una sua creazione.

Come fare per distribuire online un’opera con licenza Creative Commons? Niente di più semplice! Basta recarsi nell’apposita pagina web dell’Organizzazione Creative Commons e, dopo aver completato una procedura tanto semplice quanto breve, saranno immediatamente disponibili sia il pulsante che il codice HTML descrittivi della licenza scelta, pronti per essere applicati alla propria pagina web.

Restate sintonizzati su Il Gingerino per il prossimo appuntamento con “Hai il diritto di gingerizzarti”, nel frattempo ricordate che condividere fa bene al vostro karma!

Luca Borneo

 

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