Quattro chiacchiere con ...

Come fare impresa? GINGER intervista Bologna Start Up

GINGER, si sa, fin dall’inizio ha riservato un particolare interesse alle tematiche legate alle start up e alla creazione d’impresa; non solo perché molti dei progetti che ambiscono alla gingerizzazione sono start up, ma anche perché GINGER stessa è una impresa in erba.

Oggi vi proponiamo un’intervista a Federico Strollo, consulente d’impresa e demiurgo di Start it Up Bologna e del neonato progetto BolognaStartUp. Utili consigli, riflessioni e appuntamenti in vista, buona lettura!

Partiamo da te, chi è Federico Strollo?

Sicuramente una persona a cui piacciono le sfide e le novità. Dopo la laurea in ingegneria gestionale e un’esperienza in ambito controllo e assicurazione qualità, mi sono trasferito in Inghilterra, dove ho lavorato per 4 anni in Nielsen occupandomi di ricerche quantitative di mercato e previsione di vendita per nuovi prodotti. Dopo aver terminato un MBA all’Università di Cranfield, sono tornato a Bologna, dove da quasi due anni collaboro con uno studio di consulenza fiscale e tributaria, occupandomi di valutazione di aziende, operazioni straordinarie, business plan e piani finanziari.

Ci racconti brevemente l’esperienza di Start it Up Bologna e il passaggio a Bologna Startup?

Courtesy of Start it Up Bologna

Courtesy of Start it Up Bologna

Start it Up Bologna nasce nel 2012 come business group su Linkedin e Meetup, con lo scopo di favorire la creazione di un network di start up e professionisti di Bologna. L’obiettivo è quello di condividere, attraverso incontri informali e workshop a tema, l’esperienze ed il know-how maturati. Nel primo anno e mezzo di attività sono stati organizzati circa 20 incontri – che hanno visto la partecipazione di oltre 150 persone -, a cui si aggiungono le collaborazioni con Innovami, l’incubatore di impresa di Imola, e con Innovacoop, con cui abbiamo organizzato, nel corso della Settimana del Buon Vivere di Forlì, un incontro tra start up innovative e cooperative.
Quest’anno ci siamo strutturati, ad oggi il nostro team è composto da 4 persone, da dicembre siamo on line con il nostro portale (www.bolognastartup.com) e abbiamo appena lanciato il programma di sviluppo di idee di business Start Me Up – il prossimo incontro sarà mercoledì 26 febbraio da Working Capital.

In questa avventura non sei da solo, come si struttura il vostro team?

E’ vero, ho la fortuna di essere supportato da un team molto valido, composto esclusivamente di ragazzi conosciuti nei primi Meetups (a dimostrazione che il format funziona). Tommaso Grotto e Matteo Scapin, consulenti in KsyTech e startuppers con Kopjra, si occupano della gestione del sito web e dei workshop tecnici nell’area ICT, mentre Federico Simionato, ultimo arrivato nella “famiglia”, si occupa della gestione della comunicazione e dei canali social.

Qual è il progetto alla base di Bologna Startup? In che senso Meetups & Startups?

L’idea è di creare un punto di incontro per aspiranti imprenditori e professionisti, al fine di sviluppare un ecosistema che favorisca la nascita e la crescita di idee di impresa. Lo strumento dei Meetup è ispirato al modello “The Oxford Internet Professionals”, che ogni mese raccoglie i professionisti del web davanti ad una pinta al pub e di cui ho fatto parte anche io per quasi un anno. Sono incontri informali, volti a conoscersi e a dialogare.

Courtesy of BolognaStartUp

Courtesy of BolognaStartUp

Il corso – quali gli argomenti che verranno affrontati? E soprattutto, con quale approccio?

Start Me Up è un programma di incontri finalizzato a fornire agli startupper gli strumenti per creare un modello di business sostenibile. Metà dei 14 incontri programmati verteranno su aspetti legati al business plan tra cui, per esempio, analisi di mercato e analisi finanziaria, mentre l’altra metà sarà dedicata ad argomenti tecnici specifici tra cui proprietà intellettuale, deposito di brevetti, nonché le opzioni e le procedure disponibili per la costituzione di una nuova impresa. L’approccio vuole essere prevalentemente pratico, ogni incontro prevede una parte di workshop in cui i modelli teorici sono applicati a tre idee pilota che vengono poi sviluppate step by step nel corso dei 6 mesi del programma.

Perché è necessario offrire un percorso formativo di questo genere a chi vuole fare impresa? Non sono cose già insegnate nei vari corsi di laurea?

La nostra esperienza indica che una larga parte degli startuppers vorrebbe avere una visione di insieme di ciò che è necessario per sviluppare un’idea di business e renderla sostenibile; Start Me Up si pone l’obiettivo di fornire, con un taglio molto pratico, una panoramica strutturata di quello che occorre sapere. Inoltre offre la possibilità di entrare in contatto con colleghi e professionisti che possano aiutare lo startupper nel proprio programma di crescita. Siamo quindi in qualche modo complementari ai corsi di laurea universitari con cui, realisticamente, non ci possiamo paragonare.

Come vengono coinvolte le startup?

Le startup sono coinvolte su più livelli:

  • con incontri informali, finalizzati al networking;
  • con workshop, nel corso dei quali i progetti pilota sviluppano le proprie idee imprenditoriali ed il loro business plan incontro dopo incontro;
  • con eventi “esterni”, tra cui, ad esempio, “La Settimana del Buon Vivere di Forlì”, nel corso della quale, insieme ad Innovacoop, 10 startup innovative in ambito eHealth hanno avuto occasione di presentare il loro business alle maggiori cooperative dell’Emilia Romagna.

Quali sono, a tuo dire, i momenti più delicati per la costituzione di un’impresa?

Direi il passaggio a società strutturata, ovvero la scelta della forma giuridica e la distribuzione delle quote tra i soci. Abbiamo notato che c’è poca chiarezza sulle opzioni disponibili, i rispettivi pro e contro, i costi associati e le implicazioni legali. Sono scelte rilevanti che condizionano il processo di crescita dell’impresa.

E’ vero, come si legge spesso, che trovare i fondi per una impresa in Italia è molto più difficile che in altri Paesi?

Il discorso sui finanziamenti è decisamente complesso e non è facile rispondere in una battuta; si può dire che nei paesi anglossassoni (UK e US), rispetto a quanto avviene in Italia, i capitali di rischio investiti siano decisamente maggiori e che ci sia anche una cultura più sviluppata in ambito di investimenti early stage ad alto rischio, nonché un ecosistema più favorevole alla nascita di attività imprenditoriali.

Prestiti, venture, business angel, crowdfunding: meglio provarli tutti oppure valutare come e dove orientare le proprie energie?

Decisamente una scelta focalizzata; è fondamentale capire quali siano le esigenze dell’impresa, sia finanziarie che non finanziarie (risorse, contatti…), e scegliere la strategia di finanziamento più adatta, non focalizzandosi solamente sul tipo di finanziamento ma anche, e soprattutto, sul singolo finanziatore. Scegliere ad esempio quale piattaforma di Crowdfunding sia la più adatta al progetto, sulla base dell’ammontare del finanziamento richiesto, del settore di interesse, della tipologia di piattaforma (reward, equity, donation, loans) e delle modalità di raccolta, “all-or-nothing” contro “flexible”. La definizione della strategia di finanziamento è fondamentale.

Crowdfunding e imprese: ha senso parlarne solo dal punto di vista dell’equity oppure anche il reward-based crowdfunding ha prospettive?

Il reward-based crowdfunding ha sicuramente prospettive molto interessanti anche per imprese strutturate, esempio ne è la recente campagna lanciata su Eppela da Crystal Ball. E’ interessante soprattutto perché, se utilizzato con le dovute attenzioni, il reward-based crowdfunding può essere impiegato anche come mezzo di marketing o di market test. I finanziatori di una campagna di reward-based tendono infatti solitamente a coincidere con i potenziali clienti, più spesso di quanto accada con i finanziatori di un progetto equity-based.

E chi volesse partecipare al corso o a un meetup, come può fare? Quali sono i vostri riferimenti? Il prossimo appuntamento?

Il prossimi incontri saranno quelli di martedì 26 febbraio, in cui si tratterà di market analysis e identificazione del market gap, e di mercoledì 11 marzo, dedicato ad aspetti legali rilevanti per una startup: proprietà intellettuale e privacy. Nonappena il calendario sarà definito, tutte le prossime data saranno pubblicate sul sito; nel frattempo le informazioni sono riportate sulla nostra pagina Linkedin. Per eventuali chiarimenti o informazioni, l’indirizzo email è info@bolognastartup.com.

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