Incontri/News

Crowdfunding & fotografia a Bologna

Ormai, di crowdfunding si parla sempre, ovunque e comunque. E questo non può che farci piacere, confidando infatti che questo can-can intorno al fenomeno porti anche a una consapevolezza diffusa, a una presa di coscienza del mezzo.

Ma è già più raro trovare eventi che affrontino il crowdfunding da una prospettiva diversa, più angolata, più settoriale. A Bologna, proprio in queste settimane si stanno succedendo una serie di eventi che esplorano le varie declinazioni del CF in ambito fotografico. Spazio Labo’ | Centro di fotografia sta infatti ponendo l’attenzione sulle prospettive, le difficoltà, i limiti e le potenzialità che il CF offre per chi della fotografia ha fatto un mestiere.

Sono partiti con la presentazione di “Io sono Diogene, e questa è la mia terra“, il gloriosissimo progetto di Silvia Morara e Alessandro Tosatto che abbiamo giovialmente ospitato su GINGER.

© Luca Nizzoli Toetti

© Luca Nizzoli Toetti

Il 6 dicembre, invece, sono stati presentati la mostra e il libroAlmost Europe” di Luca Nizzoli Toetti. E anche qui il crowdfunding ci ha messo lo zampino. LNT ha infatti portato avanti un “do it yourself” crowdfunding per realizzare il suo progetto di fotografia documentaristica, concretizzatosi poi (anche) in una pubblicazione editoriale. Ovvero? Ovvero la travel list del viaggio che ha portato LNT a vagare per l’Europa mostrava delle spese di viaggio che sono state interamente coperte dalla folla; allo stesso tempo, la folla ha comprato “al buio” ben 115 copie del libro “Almost Europe” prima che questo fosse pubblicato. Per fare tutto questo LNT non ha utilizzato una piattaforma di crowdfunding, ha creato due aree apposite (travel list e AE-store)  sul suo sito.

A dialogare con Nizzoli Toetti durante la presentazione bolognese c’era Maurizio Garofalo; possiamo ben dire che lo scambio di battute tra i due ha portato ad alcune interessanti riflessioni sul crowdfunding. Valore del libro e della mostra a parte (entrambi bellissimi e da vedere/avere – parere GINGER), ciò che vi vogliamo riassumere è proprio questo dialogo, nella speranza che sia utile a voi come a noi che abbiamo potuto assistere al suo svolgimento.

Il crowdfunding è risultato subito lo strumento ideale per questo tipo di progetti “senza mercato”, lontani dalle necessità editoriali. Dice LNT: “Il bianco e nero è una barriera insormontabile per il mercato italiano, è un ostacolo a dir poco terrificante”. E quindi? La soluzione è puntare direttamente, senza intermediari, a quelli che invece trovano valore in una produzione di questo genere.

© Luca Nizzoli Toetti

© Luca Nizzoli Toetti

Lo stesso principio è valso per la pubblicazione del libro: “con Claudio Corrivetti di Postcart” prosegue LNT “abbiamo deciso di fare una prevendita proprio per dimostrare che c’era una base di persone interessate e coinvolte al punto tale da prenotare copie prima della loro uscita”.

Maurizio Garofalo ha poi fatto un distinguo fondamentale sul crowdfunding: “se si intende utilizzare il CF per un libro va tutto bene, è un procedimento più o meno assodato. Ma se si vuole utilizzare il finanziamento dal basso per un progetto di fotogiornalismo la musica cambia, soprattutto in Italia. E’ necessario che il progetto mostri massima trasparenza, quasi fosse un’ONG: spese, bilanci, fasi di sviluppo. Tutto deve essere riportato con precisione”.

E infine, ci ha colpito molto questa affermazione di LNT: “non siamo più negli anni ’90, questi sono ormai passati. Oggi dobbiamo fare tesoro di ogni risorsa e non farci distrarre da inutili moralismi; niente va escluso, soprattutto se si parla di risorse potenti come quelle che possono emergere dal web”.

La mostra sarà visitabile a Spazio Labo’ fino al 17 gennaio, vi abbiamo già detto di andarla a vedere?

© Giuseppe De Mattia

cover photo © Giuseppe De Mattia

E infine, l’ultimo appuntamento sulla raccolta fondi dal basso si configura in modo piuttosto peculiare. Perché si può fare CF per mettere in pratica un progetto, realizzare un sogno, oppure per reagire a qualcosa che non sarebbe dovuto accadere. Qualche tempo fa Spazio Labo’ ha subito un grave furto: alcuni mascalzoni malintenzionati si sono impadroniti di tutta l’attrezzatura (macchine fotografiche, proiettori, computer) che permetteva allo Spazio di funzionare. Che fare? Con stile, trasformare l’accaduto in una festa di autofinanziamento aperta a tutti ma soprattutto a coloro che credono nel valore della cultura e della fotografia. Poi, dato che non di sola cultura vive l’uomo, ci sono altri buoni motivi per partecipare tra cui: dj set, cibo, bevande, sorprese assortite e la lotteria, immancabile soprattutto sotto Natale.

Appuntamento quindi giovedì 19 dicembre ore 18:30 a Spazio Labo’: la festa del maltolto! Noi andiamo, e voi?

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