Quattro chiacchiere con ...

Distribuzioni dal Basso: la saggezza della nicchia

GINGER è online, le attività proseguono frenetiche ma non possiamo parlare sempre di noi!

E così, mentre architettiamo interviste con i nostri progettisti e organizziamo nuove tappe del GINGER tour, abbiamo deciso di offrirvi uno sguardo sul futuro del crowdfunding: dalla produzione condivisa alla distribuzione partecipata.

L’intervista che oggi vi proponiamo pone l’attenzione su Distribuzioni dal Basso, una recentissima realtà legata all’audiovisivo che porta il crowdfunding a uno step successivo: è la community che finanzia la distribuzione degli audiovisivi proposti, scardinando alcuni meccanismi distributivi ormai fossilizzati e trovando nuovi circuiti per le produzioni indipendenti.

Uno degli aspetti più interessanti è proprio la territorialità di queste dinamiche; molto spesso infatti, sono proprio le reti locali che hanno contribuito alla produzione dell’audiovisivo che ne favoriscono anche la distribuzione.

Ma come funziona Distribuzioni dal Basso? Da che esigenze nasce? Quale eminenza grigia del documentarismo internazionale ne muove le fila?

Non temete, come sempre il Gingerino vi fornirà queste e altre risposte, buona lettura. (E grazie ad Andrea “Paco” Mariani per la disponibilità e l’aiuto in questa e mille altre circostanze).

Ciao Andrea, partiamo dall’antefatto, cosa vi ha portati a “Distribuzioni dal Basso”?

Tutto è nato da una riflessione che noi di SMK Videofactory abbiamo fatto rispetto ai progetti  portati avanti in questi anni. Il punto di vista iniziale è stato quello della produzione: nel 2011 abbiamo infatti realizzato il nostro maggior successo, Tomorrow’s Land, ed è stato lì che abbiamo capito di essere passati di livello. TL è stato prodotto grazie al crowdfunding utilizzando la piattaforma “Produzione dal Basso” e con questa modalità di finanziamento sono stati prodotti anche i documentari successivi: Una follia effimera e Green Lies.

Questi successi ci hanno però portati a una seconda riflessione, ovvero: ora che ho il documentario, il dvd, che faccio? La distribuzione indipendente in Italia è completamente atomizzata, senza contatti è molto difficile distribuire il proprio film. Il problema della distribuzione è avvertito maggiormente dalle nuove generazioni che hanno maturato una certa esperienza nel trovare canali alternativi e modelli di condivisione, sfociati poi nei Creative Commons. Noi stessi siamo partiti così: abbiamo proposto il film alle realtà con cui eravamo entrati in contatto grazie al crowdfunding e da lì ci siamo spostati verso altre realtà collegate, riproducendo così le dinamiche del CF anche in ambito distributivo. In questo modo abbiamo operato un meccanismo di responsabilizzazione anche nei circuiti della distribuzione indipendente: si versa una quota, una donazione, che supporta il progetto accompagnata poi da una condivisione degli utili nel momento della proiezione.

La prospettiva italiana rivela una rigidità estrema che si mostra sia nei grossi circuiti che nei principali canali alternativi; si arriva quindi al paradosso per cui a 10 sale d’essai corrispondono migliaia di spazi culturali (circoli, cinema di oratori, spazi recuperati …) che non garantiscono grossi colpi ma che comunque permettono di far circolare il tuo materiale. Con Tomorrow’s Land abbiamo fatto 300 date e distribuito più di 3.0o0 copie, costruendoci così una legittimità. Questo ci permette margini di libertà inimmaginabili in altri contesti più “classici” e notevoli benefici indiretti; TL è stato infatti presentato all’Al Jazeera International Documentary Film Festival e al David di Donatello, dimostrando come questi meccanismi possano raggiungere risultati molto significativi.

Bene, parlaci ora del momento in cui è nato DDB.

Abbiamo iniziato a pensarci guardando i risultati del nostro secondo progetto, basato sulla Par Tòt Parata di Bologna. In questo caso il film aveva molte meno possibilità di distribuzione di Tomorrow’s Land ma aveva comunque innescato un meccanismo basato sull’adesione collettiva, sullo sviluppo di network e sull’allargamento della rete dei propri contatti. Abbiamo capito che questo era un esperimento espandibile alla “n” e trasformabile in una libreria digitale di titoli a disposizione di una rete distributiva creata attraverso l’espansione progressiva del proprio network. La possibilità di mettere in atto DDB nasce proprio dall’unione tra le licenze Creative Commons e il crowdfunding.

Come funziona DDB?

DDB si basa sui due principi cardine del crowdfunding: condivisione e donazione.

Sulla nostra pelle il CF ha funzionato, abbiamo quindi deciso di fare una proposta nazionale orientata alla distribuzione basata sulle licenze CC con una conseguente “personalizzazione” dell’utenza: io produco e distribuisco una storia ma ne condivido tutti gli step intermedi. L’aspetto distributivo non è incentrato sulla vendita di dvd ma sulla trasparenza, rispecchiata anche nelle FAQ che abbiamo messo a disposizione e che spiegano ogni meccanismo di DDB. Da Produzioni dal Basso abbiamo mutuato la modalità open source e la filosofia alla base; il nostro è un progetto nato indipendentemente da loro ma comunque basato sulla condivisione.

Per analizzare gli aspetti più tecnici, a chi ha un dvd da proporre chiediamo di compilare un form descrittivo dell’opera e di inviare un file già in MPG4. Il primo step è la selezione portata avanti da SMK Videofactory (ed è anche una differenza da PDB); nella fase attuale abbiamo deciso di sostenere gli emergenti lasciando le maglie più larghe, focalizzandoci più sull’idea che sulla qualità del girato.

DDB pone quindi due vincoli:

–          uno tecnico, ovvero il film deve essere in licenza CC

–          uno redazionale, ovvero tutti i contenuti devono essere esplicitati. Per intenderci, se un film ha un contenuto razzista non va su DDB.

L’esperienza per l’utente invece si realizza nel download gratuito (tra poco arriverà lo streaming) del titolo e nella donazione. La donazione è libera ma c’è una cifra suggerita; fino a ora, tranne rarissimi casi, la cifra donata per acquistare il dvd è superiore è quella suggerita.

Cosa state architettando per il futuro?

In autunno aggiungeremo una serie di nuove features a DDB:

–          la distribuzione sarà più articolata;

–          sarà aggiunta la possibilità di organizzare proiezioni;

–          si aggiungerà una parte dedicata alla didattica.

Il riferimento a questi ultimi due aspetti, aggiungeremo un pulsante “Organizza una proiezione pubblica” per una sala di proiezioni, un collettivo …  Proprio per questo stiamo iniziando a sviluppare collaborazioni e partnership con varie sale nel nord Italia grazie ai contatti che abbiamo stretto con SMK Videofactory. La sezione didattica è pensata per i docenti e i presidi che vogliono organizzare proiezioni nelle scuole, instaurando un rapporto nuovo tra didattica e produzione culturale. La sostenibilità deriva dalla rete capillare che si può creare tra gli istituti scolastici che acquistano dvd. Per ora ci rivolgiamo prevalentemente agli istituti superiori ma stiamo esplorando anche produzioni di film d’animazione da proporre alle scuole primarie.

Come si sostiene DDB?

Noi dividiamo a metà le donazioni, trattenendo quindi il 50%. Questa modalità va collocata in un diverso approccio che abbiamo con chi decide di utilizzare DDB, proprio perché non si tratta solo di un portale quanto di uno strumento che sta costruendo un nuovo immaginario.

E ora, in questo momento, cosa vi tiene più occupati?

Come accennato prima al momento stiamo lavorando per stabilire partnership con varie sale cinematografiche alternative; come DDB abbiamo già ricevuto molti feedback proprio perché è un meccanismo ben avviato grazie alle nostre precedenti esperienze. Recentemente abbiamo stretto rapporti con una rete di piccole sale d’essai di Milano; ultimamente stanno anche tornando le sale degli oratori, proprio perché si orientano verso proiezioni alternative e legate al territorio. Ed è proprio questo ragionamento territoriale che ci interesserebbe sviluppare con voi di GINGER …

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Drizzate le antenne cari videomakers, novità e gemellaggi a vostro vantaggio si profilano all’orizzonte.

GINGER si contraddistingue anche per la rete di partner che si stanno aggregando intorno alla piattaforma; fornire a coloro che decidono di produrre film e reportage con il CF di GINGER un modo per poi distribuire le opere è un valore aggiunto non trascurabile.

E quindi stiamo lavorando affinché tra i futuri servizi gingerizzati vi sia anche questo; non male come opportunità, vero?

A proposito, avete già scoperto le nostre proposte per idee geniali?

Orsù, non esitate e continuate a seguirci su Facebook, Twitter e offline (novità in arrivo!).

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