Incontri/News

GINGER a Expopixel – il report

Eh beh, dopo i gloriosi report scritti riportando eventi altrui finalmente ci concediamo il lusso di parlare di noi. E’ quindi con grande piacere che vi presentiamo il report GINGER del nostro evento a Expopixel del 16 aprile, corredato di slide, immagini e appuntamenti futuri.

La combo tra Ivana Pais, Giampaolo Colletti e GINGER è stata particolarmente fruttuosa; grazie all’ospitalità e all’organizzazione di Legacoop Emilia Romagna e INNOVACOOP si è instaurato un interessantissimo dialogo su uno dei temi più attuali e discussi a livello nazionale e internazionale: il crowdfunding.

In questa occasione abbiamo avuto modo di spiegare per bene cos’è GINGER, di chiarire cosa facciamo, per chi e in che modo. Onore al merito a Ivana Pais, sempre cristallina nelle sue esposizioni e capace di far capire a tutti, anche a chi non ne ha mai sentito parlare, che cosa è il crowdfunding. Anche grazie a piccole chicche che raccoglie nella sua ricerca sempre aggiornata sulla situazione italiana.

Allo stand di Innovacoop pian piano si accalcano non solo invitati e interessati all’argomento, ma anche curiosi e standisti vicini, professionisti digitali che hanno intuito il potenziale di questo nuovo strumento per finanziare le idee!

Ivana ci riporta gli ultimi dati della sua ricerca sul crowdfunding italiano e si focalizza sulle novità che stanno caratterizzano la situazione nazionale. In primis l’argomento equity crowdfunding, cioè una forma di crowdfunding associata al profit sharing che permette a una rete distribuita di finanziatori di ottenere quote o azioni in una società. L’Italia è la prima in Europa che si sta impegnando per un legislazione ad hoc, introdotta dall’art. 30 D.L. n. 179/2012, che parla di “raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online”, e nel TUF (Testo Unico Finanziario). Il regolamento attuativo della Consob, di cui tanto si è discusso a Torino, è stato pubblicato il 29 marzo scorso e le consultazioni sono aperte fino al 30 aprile. Vedremo che succede… nel frattempo una interessante tendenza sta prendendo sempre più piede: le piattaforme reward-based si stanno settorializzando e localizzando. Le declinazioni sono tra le più varie, a seconda delle esigenze: dalle piattaforme “Do it yourself” all’ingresso delle banche nel sistema con forme ibride. L’Italia è caratterizzata da alcune specificità: non c’è un big player, si assiste a una scarsa “internazionalizzazione” delle piattaforme italiane ed è presente ancora molto il ricorso a piattaforme straniere. Mentre le criticità sono legate a diversi fattori, primo tra questi la poca chiarezza del quadro normativo. Altri elementi critici si riscontrano nei finanziamenti ridotti legati a un’elevata tassazione, nel fatto che i progettisti sono ancora poco avvezzi all’uso di questo strumento e faticano a comprenderne i principi base, nella mancanza di cultura del crowdfunding, nella difficoltà nella promozione e diffusione della conoscenza delle piattaforme stesse e del crowdfunding in genere, unita alle difficoltà di networking con gli addetti al settore e a quelle tecniche (soprattutto nei sistemi di pagamento). Le piattaforme italiane sono arrivate sulla scena del crowdfunding con un certo ritardo, ma sembrano sfruttare bene il ‘vantaggio dell’arretratezza’, facendo tesoro delle esperienze delle piattaforme internazionali che hanno operato finora in mercati più maturi. L’essere arrivati tardi ha obbligato i nuovi gestori delle piattaforme a inventarsi nuovi modi di fare crowdfunding facendo leva su creatività e diversità, dimostrando una visione e un approccio più sofisticati alle piattaforme reward-based.

E Giampaolo Colletti coglie la palla al balzo per introdurre GINGER e dare la parola ad Agnese Agrizzi, che riprende le criticità citate da Ivana e le contestualizza nel settore che forse più necessita e più può beneficiare di nuovi strumenti “crowd”: le industrie culturali e creative. Le cosiddette ICC oggi devono far fronte a diverse difficoltà, tra cui l’accesso al credito, la crasi tra elevate abilità professionali e scarse competenze di project management, la frammentazione e la difficoltà a relazionarsi con imprese e PA.

Ed è qui che entra in gioco GINGER, la piattaforma “crowd” dell’Emilia Romagna. GINGER ha il suo focus nel territorio e nelle reti territoriali, ci “mette la faccia” per far superare, a tutti i possibili interessati, la diffidenza verso il mezzo, lavorando online e offline, ponendo molta attenzione ai progetti, preferendo concentrarsi su pochi progetti ma buoni, assistendo progettisti e donatori in maniera più stretta. Il crowdfunding non è solo raccolta fondi, è anche un modo per migliore e testare la propria idea. E come funziona questo GINGER?

Ce lo spiega Virginia Carolfi. Il crowdfunding di GINGER è a km zero: i progetti sono legati al territorio e alla comunità in cui si sviluppano, ma sono finanziabili da tutto il mondo. Ci sono tre modi per gingerizzarsi:

– pacchetto GINGER! ovvero iscriviti e metti il tuo progetto online

GINGER fizz! usufruisci della nostra consulenza per delineare la tua campagna/strategia di CF

GINGER & Fred! Ovvero: Campagna/strategia di CF, business plan, fund raising, comunicazione & community management, compilazione bandi, rete di partner GINGER.

GINGER infatti unisce online e offline, e lo fa sia incontrando i progettisti che promuovendo incontri disensibilizzazione sul territorio. In GINGER lavora un core team di 5 manager culturali a cui si affianca una rete di partner che cresce e si arricchisce man mano.

Ma in GINGER esiste anche il crowdsourcing di idee, cioè uno strumento per trovare idee innovative e/o competenze specifiche per un progetto, un’iniziativa, un’impresa. Per fare ciò si hanno due modalità: lanciare un contest su GINGER e/o cercare tra i profili dei professionisti che si iscrivono a GINGER.

Bene, tutto chiaro? Ovviamente no e le domande proliferano…e ne siamo ben contente! Tra i chiarimenti emerge una domanda interessante: posso fare crowdfunding anche solo per una parte della mia attività? Non solo è possibile, è altamente consigliato: legare una campagna di CF a una novità, a una iniziativa specifica rispetto al resto delle attività è molto utile e, soprattutto, è fonte di ottimi risultati.

A seguire: chi può fare una campagna di crowdfunding? Tutti, ovviamente ogni caso è diverso. E qui emerge un altro lato di GINGER: meno progetti pubblicati ma più seguiti, in modo tale che ogni progetto (che lo richiede) può beneficiare di un percorso personalizzato.

Le domande proseguono moderate dall’ottimo Colletti; a Ivana Pais è chiesto qualche dato in merito alla media di soldi raccolti e alla percentuale di successo. La cifra media è 3.000 euro ma sono dati che non tengono conto di come ultimamente il CF in Italia si stia davvero diffondendo.  Qual’è il modello di business di GINGER? GINGER si basa su una nuova idea di crowdfunding: più attenzione alla qualità dei progetti, assistenza durante la campagna di CF, strategia ben definita. GINGER può essere usata sia come semplice piattaforma, che come strumento per agire direttamente sulla propria idea.

Ci sono possibili interazioni tra il crowdfunding e il crowdsourcing? Certo, se io visualizzo il profilo dell’individuo/associazione/impresa che mi interessa e vedo che ha anche portato a termine con successo una campagna di CF capisco subito le sue potenzialità.

Le domande si susseguono e comincia il dibattito con i presenti; il tutto si conclude molto piacevolmente a tarallucci e vino…anzi no! A patatine e Gingerino!

E ora un po’ di materiale informativo che non fa mai male:

Slide di Ivana Pais http://www.slideshare.net/ivana.pais/il-crowdfunding-in-italia-aprile-2013

Slide di GINGER http://prezi.com/ffu2-n_hdtkk/ginger-expopixel/?auth_key=0910e12fe40b5b65fe3ebb2fa78520ddf6e0a5c8&kw=view-ffu2-n_hdtkk&rc=ref-10216076

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Vi siete persi questa tappa del GINGER tour? Malissimo! Però potete rimediare, mentre nuove date si aggiungono vi segnaliamo già che il 9 maggio saremo a Wwworkers Camp a Bologna e lì esporremo GINGER in un tempo record di 3 minuti. Però poi nessuno cronometrerà le vostre domande!

E poi … Ferrara, Piacenza, Mirandola, Imola, Reggio Emilia … il GINGER tour prosegue inesorabile.

Come restare aggiornati sugli appuntamenti che ci porteranno anche a casa vostra? Seguiteci su Facebook e Twitter!

Volete organizzare un evento con noi? Scriveteci senza timore alcuno a idea.ginger@gmail.com.

Ma ora … tutti a guardare le foto di Expopixel (feat. Sara Fabbiani)!

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