Quattro chiacchiere con ...

Una chiacchierata con Giovanni Gulino – Musicraiser

Ed eccoci qui, come promesso, ad allietarvi in questo limbo che precede l’Epifania e conclude il vortice di pranzi-brindisi-pranzi-brindisi-petardi-brindisi di queste feste. Speriamo ovviamente che voi abbiate sempre brindato con del salutare Gingerino che fa molto retrò.

Courtesy of Musicraiser website.

Courtesy of Musicraiser website.

Oggi quindi vi accompagnamo nell’anno nuovo con la bella e interessante chiacchierata che abbiamo avuto con Giovanni Gulino, cantante dei Marta sui Tubi e co-fondatore (assieme a Tania Varuni) di Musicraiser. Dunque, dunque: dato che siamo callide come volpi spazziamo via gli interrogativi che si stanno dipingendo sulle vostre facce e spieghiamo le motivazioni di questo apparente clamoroso autogol. Ma come, GINGER che sarà una piattaforma anche di crowdfunding che intervista Musicraiser, un sito “concorrente” di CF?! Siamo impazzite?

No, siamo GINGER. Prima di tutto è bene dire che il crowdfunding in Italia è, purtroppo, ancora una modalità di finanziamento che desta interrogativi e spesso sospetto. Farsi la guerra tra siti, soprattutto se così diversi per ambiti e obiettivi, sarebbe davvero un autogol e una poco intelligente opera di cannibalismo. Inoltre Musicraiser si basa su un business model, una mentalità, un’analisi del mercato molto vicine allo spirito GINGER. Insomma, è stato un po’ come parlare con un fratello maggiore: Musicraiser, come GINGER, si basa su un target specifico (il loro tematico, il nostro territoriale) e si allontana dalle logiche di siti troppo generalisti che poi non sono in grado di aiutare realmente i progetti.

Ora Musicraiser in pillole: un sito web dedicato al crowdfunding di progetti (dischi, tour, libri, …) musicali, un successo che dal 22 ottobre 2012 (data di apertura della piattaforma) ha visto già più di 20 progetti finanziati per un totale di oltre 50.000 euro di finanziamenti. Interessante è inoltre notare come a Musicraiser ricorrano varie tipologie di artisti: dagli emergenti, a band “in via di affermazione” come Il Triangolo, a musicisti storici come Gianni Maroccolo. Come si spiegano tali lusinghieri risultati in un Paese un po’ restìo alle novità come il nostro? Lo abbiamo chiesto direttamente a Giovanni Gulino.

Partiamo un po’ dalla preistoria: quando e da dove nasce l’idea di Musicraiser?

Dunque, a un sito come Musicraiser pensiamo dal 2008, ci siamo concentrati sul questa idea dal 2010 e ci lavoriamo a pieno ritmo da un anno circa. Il concetto alla base è la creazione di una piattaforma di crowdfunding specifica per i progetti musicali. Di siti generalisti ormai ce ne sono fin troppi, la chiave oggi è la settorializzazione. Di siti “simili” a MR ce ne sono solo 10 al mondo e in Italia ci siamo solo noi. L’idea è nata spontaneamente dal fatto che sia io che la mia compagna (Tania Varuni, NdR) lavoriamo nell’ambito della musica e negli anni abbiamo maturato competenze notevoli e abbiamo deciso di metterle a frutto in un sito come Musicraiser. Considerato il fatto che siamo dei professionisti con bel po’ di esperienza, possiamo valutare meglio i progetti che ci vengono sottoposti perché sappiamo riconoscere, anche dal linguaggio, le intenzioni di chi sta dietro all’idea. Il rischio delle piattaforme di crowdfunding è infatti quello di accettare tantissimi progetti che spesso non hanno le basi per svilupparsi; fondamentale è che chi presenta un progetto sia motivato, competente e sappia il fatto suo. Lavorare nell’ambito musicale ci permette di avere un controllo preciso sugli attori di questi progetti.

Come vedi la situazione del crowdfunding in Italia?

A mio parere le piattaforme di crowdfunding generaliste in Italia hanno un po’ di lavoro da fare perché c’è una pecca di fondo: come fai a valutare tutte le proposte che ti giungono tenendo conto delle particolarità dei settori e dell’ambiente da cui provengono? Nessuno è onniscente e per forza di cose si fanno delle scelte superficiali. Inoltre manca tutto il servizio di accompagnamento dei progetti, di aiuto in tutte le fasi del crowdfunding. So che Kapipal lavora molto bene proprio perché si riferisce a raccolte di tipo personale (vacanze, compleanni, …); questa è una scelta specifica che però è molto più controllabile. E’ necessario trovare un modo innovativo per affrontare il crowdfunding e non sto parlando dell’incentivo “spot”, bensì di qualcosa di strutturato e che trasmetta competenza.

Un aspetto che noi di GINGER troviamo particolarmente interessante in Musicraiser è il fatto che i progetti si sviluppano in un terreno fertile e non sono semplicemente ospitati sul sito. Voi offrite un vero e proprio servizio.

Sì, noi cerchiamo di aiutare i creaters suggerendo loro le soluzioni per presentare i progetti al meglio; poniamo una forte attenzione al video di presentazione e infatti stiamo notando che i video più azzeccati portano poi a una buona campagna di crowdfunding … è innegabile. Poi diamo anche servizi aggiuntivi alle band che si distinguono: scelta dell’ufficio stampa, dell’etichetta discografica, dell’agenzia di concerti. In molti casi infatti si tratta di band che, pur validissime, solo proprio agli inizi e non conoscono i meccanismi del mercato musicale. Noi cerchiamo di aiutarli anche oltre la campagna di crowdfunding.

La vostra attenzione, anche nel claim “Where fans are music”, si focalizza proprio sui sostenitori, o raisers come li chiamate voi. Qual’è l’importanza dei fan e quindi del network attorno a un progetto in una campagna di CF?

I fan sono la parte fondamentale di qualsiasi progetto musicale, sia che passi attraverso il CF, sia che faccia un percorso più “tradizionale”. I fan vanno ai concerti, comprano i cd e in questo caso finanziano in prima persona; senza i fan l’artista non è nulla. Io che sono musicista so bene l’affetto che i fan ti dimostrano e so anche quanto sia importante oggi mantenere uno stretto rapporto con loro soprattutto attraverso i social network. Musicraiser ha nel titolo questo verbo che vuol proprio dire “far crescere”, “allevare”, esattamente perché MR punta ai fan e al loro potenziale. Il musicraiser è colui che ama la musica, la coltiva, la “porta su”.

Quindi possiamo dire che MR alleva sia i progetti che i fan, che poi è anche la formula perfetta per il corretto sviluppo di una campagna di crowdfunding.

Sì sì, tu pensa che noi abbiamo dei raisers seriali, ovvero persone che finanziano tantissimi progetti diversi proprio perché si appassionano alle storie personali dei creaters. Davvero bellissimo.

Vuoi darci una panoramica di questi primissimi mesi di attività?

Certo. In poco più di due mesi abbiamo finanziato più di 20 progetti, molto spesso oltre il 100% e penso sia un record nell’ambito del crowdfunding italiano. Una grandissima risposta da parte del pubblico, oltre 2.000 raisers, 40.000 visitatori unici al sito di cui circa il 20% dall’estero e infatti ospitiamo 4 progetti extra-italiani. Siamo partiti a ottobre con 35 progetti, cosa che ha richiesto un notevole lavoro di scelta e selezione perché voleviamo già partire con proposte di grande qualità. Una partenza forte, significativa ma soprattutto continuiamo a crescere e questo è l’aspetto più importante.

Grazie Giovanni, è stato davvero interessante intervistarti perché le affinità tra Musicraiser e GINGER sono tante, soprattutto quando parli di competenze, sostegno ai progetti e attenzione per la qualità. Avere davanti un esempio di successo come il vostro ci rincuora notevolmente. Ci piace l’idea di coltivare i progetti e per questo di grande importanza sarà la rete di partner che stiamo intessendo per fornire quel famoso plus di innovazione di cui parlavamo prima.

Sì, quest’ultimo aspetto è molto importante e dovete necessariamente tenerne conto. E importante è anche la selezione dei progetti; noi vogliamo che arrivare su Musicraiser sia un traguardo e un trampolino di lancio, non l’ultima spiaggia dei musicisti. Musicraiser è una risposta a un mondo, quello musicale, che sta cambiando.

In bocca al lupo per GINGER!

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Interessanti e soprattutto fonte di riflessione le affermazioni di Giovanni Gulino. Il mondo del crowdfunding si sta evolvendo e non si tratta più solo di fornire una piattaforma online, è tutto il resto che va sviluppato. Ci troviamo d’accordo con Giovanni quando parla della necessità di fornire competenze e sostenere i progetti; proprio per questo abbiamo deciso di puntare all’Emilia Romagna, un territorio in cui lavoriamo, che conosciamo e nel quale sviluppiamo ogni giorno una rete da mettere al vostro servizio.

Ci auguriamo che l’intervista via sia piaciuta alquanto, speriamo che abbia stimolato il vostro spirito critico e vi invitiamo a commentare, a scrivere se siete d’accordo o meno oppure semplicemente diteci cosa vorreste voi da una piattaforma come GINGER. Vi lasciamo digerire questa testimonianza e torniamo tra qualche giorno con la prima video-intervista GINGER al primo progetto che ospiteremo sulla piattaforma … Concorto Film Festival (PC).

Ebbene sì, un festival internazionale di cortometraggi tra i più importanti in Italia e ospite fisso del Festival & Marché International du Court Métrage di Clermont-Ferrand che non ha bisogno di presentazioni. Sì, lo ammettiamo: siamo un bel po’ orgogliose di questa collaborazione.

Gingerizzatevi! Non vorrete correre il rischio di perdervi gli aggiornamenti di GINGER?! Basta cliccare il pulsantino “Gingerizzati” a fondo pagina.

E per scriverci noi siamo qui: idea.ginger@gmail.com.

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