Quattro chiacchiere con ...

GINGER intervista Abmundi – il social network degli obiettivi

Oggi, giorno gaudioso, inauguriamo le interviste di GINGER, spazio in cui intendiamo dar voce a … tutti.

Intervisteremo chi ha un’idea geniale da sviluppare e chi la sta cercando, faremo quattro chiacchiere con giovani startuppers, imprenditori, associazioni, pubbliche amministrazioni “illuminate”, coraggiosi pionieri del crowdfunding, esperti e veri e propri guru (sì, guru … abbiamo in serbo grandi sorprese).

Courtesy of Abmundi website.

Courtesy of Abmundi website.

Oggi parliamo con Fabio Fabbrucci, promettente startupper e pigmalione di Abmundi – il social network degli obiettivi. Abbiamo incontrato Fabio lo scorso ottobre durante Crowdfuture – la prima convention italiana sul crowdfunding; è stato un piacere scoprire Abmundi e trovare in questo progetto tante affinità con GINGER. Inoltre, Fabio è romagnolo (ed esperto di cappelletti in brodo) … come avremmo potuto farcelo scappare? E quindi, eccoci qui dopo un mesetto a parlare dei rispettivi progetti e delle future collaborazioni che si svilupperanno. Buona lettura!

Allora Fabio, partiamo dall’inizio: cos’è Abmundi, com’è nato, cosa offre?

Innanzitutto grazie per l’interesse e per l’intervista, farò del mio meglio per spiegarvi questa mia Idea Geniale.  Abmundi è un social network basato sugli obiettivi personali e di gruppo; sostanzialmente fornisce degli strumenti per formalizzare un obiettivo, per svilupparlo in itinere e per poi raggiungerlo. Gli strumenti sono sia personali, quindi una serie di funzioni che mi aiutano a mettere un po’ di ordine nei passi da fare per raggiungere il mio obiettivo, che sociali, ovvero l’incoraggiamento, il coinvolgimento e il festeggiamento finale.

Bene, quindi mettiamo il caso: io, persona singola, posso utilizzare Abmundi sia per fatti miei – mi sono decisa, vado a correre tutti i giorni e grazie ad A. mi costruisco un piano di allenamento, una dieta, una timeline personale – che per obiettivi comuni come, ipotizzo, “rimettiamo in sesto il teatro cittadino”. E quindi, dato che non posso di certo fare tutto da sola, utilizzo Abmundi per dire alla mia comunità: “Chi di voi è interessato? Chi mi vuole aiutare?”

Esatto! E’ proprio questa la doppia funzionalità di Abmundi. Oggi, grazie ai social network, abbiamo la possibilità di interagire con molte più persone e soprattutto condividere i propri interessi in comune. Abbiamo integrato Abmundi con Facebook in modo tale che il passaggio sia molto più fluido, e che quindi si possano usare tutte le potenzialità del maggior social network esistente unite alle features organizzative e collaborative di A.

Abmundi si basa sulla comunità e sul suo “potere” perché molto spesso si pensa che gli obiettivi a cui puntiamo interessano solo a noi. Invece se a ogni mio passo io sono sostenuto – abbiamo anche il pulsante “Daje!” che sostituisce il più classico “Mi piace” – allora sarà più facile che l’obiettivo venga portato a termine.

Ma qui mi sorge spontanea una domanda: Abmundi non è forse un aggregatore di comunità? Hai già pensato di unire questo community engagement con una piattaforma di crowdfunding in modo tale che i progetti abbiano anche la possibilità di essere finanziati dal gruppo?

Si, stiamo proprio prendendo in considerazione questa possibilità perché pensiamo che Abmundi possa essere uno strumento a sostegno della costruzione di una community. Perché, se ci pensi, quando approdi con un progetto su una piattaforma di crowdfunding, tu dovresti già esserti creato una community su cui fare affidamento. E poi c’è anche la questione del post-campagna di CF: io raccolgo i soldi e metto in atto l’idea ma molto spesso non faccio un adeguato follow-up. Abmundi può essere una ottima soluzione per entrambe le questioni.

Facciamo un esempio: io ho un progetto e intendo finanziarlo tramite CF ma non so se ci sono persone disposte a sostenerlo. Voglio organizzare un concerto e invitare questo gruppo, c’è qualcuno interessato? Grazie agli strumenti che Abmundi fornisce, ovvero formalizzare e spiegare per bene le motivazioni e i passi che intendo fare per organizzare questo concerto, io riesco a creare un community engagement forte e proattivo. Insomma, questa idea di unire A. al crowdfunding ci piace e ci stiamo lavorando attivamente.

Quindi, considerando il legame tra obiettivi, gruppo e comunità, quanto è importante che l’output di questa aggregazione sociale sia concreto? Quanto conta l’impatto effettivo sul territorio?

I dati che stiamo raccogliendo ci dicono che, quanto più un obiettivo ha ricadute sociali reali, tanto più questo obiettivo riesce ad attivare una comunità e, grazie a questo, viene portato a termine. Porto ancora un esempio: se voglio pulire il parco e il coinvolgimento emozionale è molto forte posso attivare una comunità; se le persone capiscono che la ricaduta è reale cambia tutto. Non si tratta dell’ennesimo social network in cui dico “Mi piace Roma”, “Mi piace la pasta”; io questa volta dico “Mi piace la pasta e voglio fare un corso per imparare a preparare i cappelletti”:  è tutto diverso.

Ecco, ora una domanda legata sempre alla questione territoriale: noti un aumento di interesse da parte degli investimenti (pubblici e privati) verso progetti digitali che hanno ripercussione sul reale?

Per quanto riguarda le realtà simili ad Abmundi, sto osservando con particolare attenzione DeRev che è una piattaforma italiana che ha ottenuto un investimento di quasi 1 milione di euro. Il concetto è che sempre più investitori vogliono sostenere progetti con ricadute sul quotidiano e che utilizzano strumenti digitali a supporto di iniziative concrete.

Splendido, ciò che ci dici è molto incoraggiante anche perché GINGER nasce proprio con l’intento di diventare uno strumento per lo sviluppo del territorio e la concretizzazione di idee geniali e utili. Ora, uno sguardo al futuro: quali sono i prossimi passi di Abmundi?

Le idee sono tantissime! In primis un sistema di badge, tipo Foursquare, tra imprese e utenti: immagina un’impresa, un’associazione che crea una pagina con obiettivi da completare a disposizione degli utenti. Tu completi l’obiettivo, ricevi un badge e usufruisci dei servizi dell’impresa. Poi stiamo pensando a un modo di misurare l’impatto del “Daje!” per capire l’importanza e l’attuabilità di un obiettivo, tutto questo nell’ottica poi – come si è detto prima – di unire Abmundi al crowdfunding.

Ecco e qui subentra GINGER! Sì, insomma: Abmundi potrebbe essere l’incubatore perfetto di una comunità per i progetti GINGER, tu sei romagnolo e quindi rientri a tutti gli effetti nel nostro target … teniamoci in contatto!

A vostra disposizione, la piattaforma GINGER è basata sul territorio e sulla comunità, in piena sintonia con Abmundi; io vi seguo con grande interesse e attendo i vostri sviluppi futuri. In bocca al lupo!

Crepi!

E così, abbiamo gingerizzato anche Fabio … piaciuta l’intervista? A proposito, vuoi contribuire anche tu al dibattito? Commenta oppure scrivici a idea.ginger@gmail.com.

Keep calm and … gingerizzati.

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One thought on “GINGER intervista Abmundi – il social network degli obiettivi

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